Nel mondo della finanza non esiste un rendimento senza rischio. Il crowdlending immobiliare permette agli investitori privati di ottenere rendimenti interessanti finanziando progetti garantiti da beni tangibili. Tuttavia, definire qualsiasi strumento di investimento come “sicuro” o “privo di rischio” contraddice sia i principi fondamentali della finanza sia i criteri di trasparenza previsti dalla normativa europea sul finanziamento partecipativo.
Investire con criterio significa sapere esattamente a quali rischi è esposto il tuo capitale, quali meccanismi di copertura sono previsti dal contratto e come agire in caso di scenario sfavorevole.
Di seguito analizziamo in modo diretto la realtà operativa del rischio e delle garanzie nel finanziamento partecipativo immobiliare.
1. I rischi reali dell’investimento immobiliare partecipativo
Quando partecipi a un progetto di finanziamento partecipativo, l’investitore si assume diversi tipi di rischio che vanno valutati attentamente:
- Rischio di credito e di insolvenza del promotore: possibilità che la società promotrice non riesca a far fronte ai pagamenti concordati a causa di difficoltà finanziarie, interruzione dello sviluppo o procedura concorsuale prima di estinguere il debito, tra le altre cause.
- Rischio di tempistiche e proroghe: fattori esterni come ritardi nel rilascio delle autorizzazioni amministrative, colli di bottiglia nelle forniture o ritardi da parte delle banche nel concedere il finanziamento definitivo possono posticipare la data di rimborso prevista.
- Rischio di mercato: cambiamenti nel ciclo economico o cali della domanda che rendono difficile vendere gli immobili al prezzo inizialmente previsto nel piano aziendale.
- Rischio di liquidità: i prestiti immobiliari hanno un orizzonte temporale definito; il capitale investito rimane vincolato fino alla scadenza o all’ammortamento dell’operazione, senza possibilità di rimborso anticipato a discrezione dell’investitore.
2. Come si riduce il rischio? I livelli di protezione
Per limitare queste eventualità, su wecity non si finanziano i promotori tramite prestiti personali in rosso:
- Ipoteca di primo grado: l’impegno di pagamento è garantito da un’ ipoteca di primo grado iscritta nel Registro Immobiliare sul terreno, sull’edificio o sul bene immobile. In caso di mancato pagamento definitivo, questa iscrizione garantisce la priorità di recupero rispetto ad altri creditori privati a seguito dell’esecuzione del bene.
- Margine di copertura (Loan to Value): I prestiti sono strutturati con un rapporto LTV prudente calcolato sulla base di una perizia ufficiale e indipendente secondo la normativa ECO (Banca di Spagna). Questo margine funge da cuscinetto patrimoniale per assorbire eventuali fluttuazioni al ribasso del prezzo del bene.
- Agente di garanzia indipendente: la titolarità dell’ipoteca non è frammentata tra centinaia di privati, ma viene affidata a un soggetto giuridico specializzato che agisce a nome e a esclusivo beneficio di tutti gli investitori partecipanti.
3. Cosa succede se un promotore non paga?
Se si verifica una scadenza non onorata, una volta esaurite le vie extragiudiziali, l’Agente di Garanzia avvia l’esecuzione ipotecaria in sede giudiziaria per mettere all’asta o vendere l’immobile e recuperare il capitale dovuto e gli interessi maturati.
È fondamentale sottolineare che un procedimento giudiziario comporta tempi lunghi e non garantisce automaticamente il recupero integrale del capitale. In caso di liquidazione giudiziaria complessa o di grave svalutazione del bene, c’è il rischio di subire una perdita parziale o totale del capitale investito.
Per questo motivo, la regola fondamentale della gestione patrimoniale è la diversificazione: distribuire il capitale disponibile tra più progetti con diversi promotori, tipologie di attività e ubicazioni geografiche per attenuare l’impatto di qualsiasi evento singolo.
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Informazioni sui rischi: https://www.wecity.com/riesgos/